Artibus et Historiae no. 70 (XXXV), 2014
232 x 252 mm
ISSN 0391-9064
 
Essays in Honour of Stefania Mason - Guest editors: Linda Borean and William L. Barcham

 

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Contents
Premessa (by Linda Borean and William L. Barcham) (pp. 9–11)
Premessa
 
Questo volume raccoglie gli atti della giornata di studi in onore di Stefania Mason, che si è tenuta all’Ateneo Veneto di Venezia il 5 aprile 2014. L’iniziativa non è nata da ricorrenze o celebrazioni, ma è stata pensata come un sentito e sincero omaggio alla studiosa, riconosciuta a livello internazionale per le sue ricerche dedicate all’arte veneta.
All’iniziativa, intitolata ‘Conversazioni veneziane’, hanno aderito colleghi, allievi e amici, sia italiani sia stranieri, provenienti dal mondo universitario, da quello dei musei e delle istituzioni di tutela del patrimonio artistico, che con Stefania Mason hanno condiviso e condividono tuttora interessi culturali e scientifici.
Allieva di Rodolfo Pallucchini a Padova, ha orientato da subito i suoi interessi verso la cultura figurativa veneziana del secondo Cinquecento: dapprima concentrandosi su Paolo Fiammingo per poi dedicarsi a Palma il Giovane, l’erede più dotato dei grandi maestri del Rinascimento veneziano, pubblicandone nel 1984 il catalogo ragionato. Un catalogo che rimane ad oggi esemplare, per il rigoroso metodo filologico abbinato agli intrecci tra aspetti religiosi, storici, sociali e cultura artistica – con particolare riguardo alle questioni di committenza, di iconografia e alle relazioni tra pittura e disegno, ma anche tra pittura, architettura e arti applicate – tutti aspetti che stanno alla base dei contributi della studiosa, nonché di diverse importanti mostre da lei co-organizzate. Tra queste si ricordano Venezia e la Peste (1979), Da Tiziano a El Greco. Per la storia del manierismo a Venezia (1981), progetto coraggioso e non facile, anche sul piano storiografico, e Tesori della Fede (2000). Palma il Giovane sarà invece il protagonista dell’esposizione curata al Museo Correr nel 1990, nata dall’inaspettato ritrovamento in una raccolta inglese dell’album di disegni del maestro n. 67 già appartenuto al celebre Anton Maria Zanetti il Vecchio: una mostra a partire dalla quale Stefania Mason ha successivamente sviluppato ulteriori ricerche sul disegno veneziano tra Cinquecento e Seicento, aperte ad esplorare tematiche rimaste a lungo nell’ombra, come ad esempio il collezionismo grafico.
Il fenomeno delle raccolte d’arte a Venezia in età moderna è stato al centro degli interessi scientifici della studiosa nell’ultimo decennio: un genere di indagini solo apparentemente slegato dalla storia dell’arte in senso più tradizionale, ma che necessita di una strumentazione metodologica appropriata. Tra 2004 e 2009 Stefania Mason ha coordinato un progetto di ricerca, sostenuto dalla Fondazione di Venezia e in collaborazione con il Getty Research Institute, che ha affrontato in una prospettiva cronologica il Collezionismo d’arte a Venezia dalle origini all’Ottocento. Esso si è tradotto in una collana di tre volumi che alzano il sipario sul complicato e affascinante mondo dei raccoglitori, dei mercanti e delle diverse tendenze di gusto per le opere d’arte.
 
L’impegno intellettuale di Stefania Mason nel ricostruire la storia dell’arte veneziana trova espressione nelle sue numerose collaborazioni con i musei e le istituzioni della città: l’Ateneo Veneto, del cui Consiglio Accademico è membro; la Fondazione Cini per la storica rivista Arte Veneta fondata da Pallucchini, periodico di cui è stata vicedirettore; il Museo Correr; le Gallerie dell’Accademia; la Biennale d’arte contemporanea.
Ma Stefania Mason ha portato Venezia ‘altrove’, fuori dai confini nazionali, partecipando in qualità di relatore a numerosi convegni (tra tutti quello, pionieristico, sui modelli a olio a Braunschweig nel 1984); tenendo conferenze e lezioni, ad esempio in Giappone e all’École Pratique des Hautes Études di Parigi, dove nel 2011 è stata invitata dall’Institut National d’Histoire de l’Art a collaborare al progetto Répertoire des peintures italiennes dans les collections publiques françaises, operazione di censimento della pittura italiana accompagnata da puntuali indagini attributive e conservative.
Durante il suo insegnamento all’Università di Udine dal 1989 al 2009, dapprima come professore associato di Storia dell’arte veneta e poi come professore ordinario di Storia dell’arte moderna, Stefania Mason ha creato una scuola accademica, coordinando il dottorato di ricerca in storia dell’arte e dirigendo la Scuola di specializzazione in storia dell’arte.
Ai suoi allievi ha trasmesso un metodo dove curiosità scientifica, desiderio di conoscenza e libertà di orizzonti di indagine, che spaziano dal Quattrocento al Settecento, si sono sempre armonizzati con il rigore filologico e testuale e con le ricerche di carattere archivistico. Un approccio, quest’ultimo, che Stefania Mason ha sempre praticato e incoraggiato e che era inusuale per la generazione degli storici dell’arte con cui si era formata.
Maestra accademica esigente ma anche molto generosa – di scambi di idee e di suggerimenti – Stefania Mason condivide il suo sapere e la sua esperienza scientifica con i colleghi e con i giovani studiosi, sia italiani sia stranieri, che soggiornano a Venezia. A questa generosità unisce una spiccata attitudine al lavoro di squadra, come testimoniano i tre volumi sul Collezionismo d’arte a Venezia, che hanno coinvolto diversi co-curatori e numerosi autori. La mano sicura con la quale la studiosa ha condotto questa impresa editoriale decisamente innovatrice, è stata quella di un grande direttore d’orchestra ‘wagneriana’, decisa e risoluta ma al tempo stesso collaborativa nel vero senso della parola.
I doni personali non sono mai secondari in campo professionale. Integrità e onestà fanno parte di un bagaglio che rende Stefania Mason molto apprezzata nell’ambito dei musei internazionali e degli enti culturali dai quali viene interpellata come consulente per la sua connoisseurship. L’attendibilità dei suoi giudizi deriva da una vasta conoscenza dell’arte veneziana, sostenuta da un occhio raffinato, una memoria formidabile e una notevole familiarità con le fonti. Stimata da quanti – professori di storia dell’arte, curatori di musei, mercanti d’arte – sono impegnati nella restituzione della civiltà artistica della Serenissima, Stefania Mason trova i suoi amici ovunque viaggi per lavoro.
Questo volume desidera essere una testimonianza dell’ampio apprezzamento goduto dalla studiosa e dalla sua ‘dedizione’ scientifica a Venezia, una città molto generosa con chi la studia.
Scritti di Stefania Mason (by Linda Borean) (pp. 13–17)

Scritti di Stefania Mason

1. Appunti per Paolo Fiammingo, in «Arte Veneta», XXI, 1965, pp. 95–107
2. Un affresco del Calcar a Padova, in «Arte Veneta», XXII, 1966, pp. 241–243
3. Un nuovo ciclo di Paolo Fiammingo, in «Arte Veneta», XXIII, 1968, pp. 72–79
4. Il recupero dell’Erezione della Croce del Brusaferro, in «Arte Veneta», XXIV, 1969, pp. 240–242
5. Nuove opere di Paolo Fiammingo, in «Arte Veneta», XXV, 1970, pp. 224–230
6. Disegni preparatori per dipinti di Jacopo Palma il Giovane, in «Arte Veneta», XXV, 1972, pp. 95–110
7. Il Libro dei disegni di Palma il Giovane del British Museum, in «Arte Veneta», XXVII, 1973, pp. 125–143
8. Precisazioni cronologiche su due dipinti di Palma il Giovane, in «Arte Veneta», XXVIII, 1974, pp. 125–143
9. Tre momenti documentati dell’attività di Palma il Giovane, in «Arte Veneta», XXIX, 1975, pp. 197–204
10. Gasparo Narvesa a Pordenone (recensione), in «Arte Veneta», XXIX, 1975, pp. 295–297
11. La cappella del SS. Sacramento in San Zulian, in «Atti dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti», 1975–1976, pp. 439–460
12. Christ in the Council Hall: studi sull’iconografia della decorazione di Palazzo Ducale (recensione), in «Arte Veneta», XXX, 1976, pp. 250–252
13. Il Libro dei conti della famiglia Tiepolo per la cappella di S. Saba in S. Antonin, in «Atti dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti», 1976–1977, pp. 193–216
14. Un ritratto di Palma il Giovane a Birmingham, in Per Maria Cionini Visani. Scritti di amici, Torino 1977, pp. 96–100
15. Jacopo Palma il Giovane all’Ospedaletto dei Crociferi: una nuova cronologia, in «Arte Veneta», XXXI, 1977, pp. 240–250
16. Paolo Fiammingo, in «Saggi e memorie di storia dell’arte», 11, 1978, pp. 47–80, 163–188
17. Contributi d’archivio per la decorazione pittorica della Scuola di San Giovanni Evangelista, in «Arte Veneta», XXXII, 1978, pp. 293–301
18. Paintings by Palma il Giovane in British Collections, in «Apollo», 110, 1979, 213, pp. 396–399
19. Venezia la peste e le sue immagini, in Venezia e la peste (1348–1797), catalogo della mostra (Venezia, Museo Correr, 1979), Venezia 1979, pp. 206–286
20. Considerazioni sulla mostra “Art vénitien en Suisse et au Liechtenstein”, in «Prospettiva», 19, 1979, pp. 64–68
21. Storia e mito nei cicli pittorici di Palazzo Ducale, in Architettura e utopia nella Venezia del Cinquecento, catalogo della mostra (Venezia, Palazzo Ducale, luglio – ottobre 1980), a cura di L. Puppi, Milano 1980, saggio e schede nn. 21, 34–38, 40–51, 54, 55, 57, 73, pp. 70, 80–88, 93–94, 101
22. Francesco Bassano e il soffitto del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale, in «Arte Veneta», XXXIV, 1980, pp. 214–219
23. Da Tiziano a El Greco. Per la storia del Manierismo a Venezia, catalogo della mostra (Venezia, Palazzo Ducale, settembre – dicembre 1981), a cura di R. Pallucchini, Milano 1981, saggi e schede alle pp. 216–225, 238–245, 334–336
24. Veronese a Palladio: studi di costume per l’Edipo Tiranno, in Per A. E. Popham, a cura di M. Di Gianpaolo, Parma 1981, pp. 75–81
25. Nel disegno: 1450–1950, catalogo della mostra (Spilimbergo, Castello–Palazzo Troilo, 7 agosto – 3 ottobre 1982), a cura di C. Furlan, Udine 1982, biografie e schede, pp. 34–35, 39–42
26. Novità, ritrovamenti e restituzioni a Jacopo Palma il Giovane, in «Arte Veneta», XXXVI, 1982, pp. 145–160
27. Il Tabernacolo della chiesa dei “Giesuiti” alla Dogana di mare, in «Arte Veneta», XXXVI, 1982, pp. 211–216
28. The Genius of Venice 1500–1600, catalogo della mostra (London, Royal Academy of Arts, 25 novembre 1983 – 11 marzo 1984), a cura di J. Martineau, C. Hope, London 1983, biografie e schede, pp. 192–194 e 211
29. Convenzioni della “maniera” e istanze di rinnovamento in Jacopo Palma il Giovane, in Cultura e società nel Rinascimento tra riforme e manierismi: XXIII Corso internazionale di alta cultura (Venezia, Fondazione Cini, 1981), a cura V. Branca, C. Ossola, Firenze 1984, pp. 207–240
30. La Madonna del parto di Palma il Giovane a Zero, in La pala della Madonna del parto di Jacopo Palma il Giovane. Un quadro nella vita civile e religiosa di Zero tra Cinquecento e Seicento, Treviso 1984, pp. 39–50
31. Jacopo Palma il Giovane e la decorazione dell’Oratorio dei Crociferi, in Hospitale S. Mariae Cruciferorum. L’ospizio dei Crociferi a Venezia, a cura di S. Lunardon, Venezia 1984, pp. 87–124
32. Palma il Giovane. L’opera completa, Milano 1984
33. Aspetti del modelletto a Venezia nel secondo Cinquecento, in Beiträge zur Geschichte der Ölskizze vom 16. bis zum 18. Jahrhundert. Atti del simposio (Braunschweig, Herzog Anton Ulrich-Museum, 28–30 marzo 1984), a cura di R. Klessman, R. Wex, Braunschweig 1984, pp. 25–34
34. L’occhio ingannevole. Rialto: il ponte in legno riprogettato attraverso il telero di Vittore Carpaccio, in Le Venezie possibili. Da Palladio a Le Corbusier, catalogo della mostra (Venezia, Museo Correr, maggio – luglio 1985), a cura di L. Puppi, G. Romanelli, Milano 1985, pp. 82–89, 296–305
35. Andrea Gritti 1523–1538: innovazioni e fallimenti di un dogado (recensione), in «Arte Veneta», XXXIX, 1985, pp. 216–217
36. Le virtù della Repubblica e le gesta dei capitani. Dipinti votivi, ritratti e pietà, in Venezia e la difesa del Levante. Da Lepanto a Candia 1570–1670, catalogo della mostra (Venezia, Palazzo Ducale, 1986), Venezia 1986, saggio e schede, pp. 1–17, 36–38, 113–115, 150, 152, 158, 160, 201, 239, 247, 258, 274–278
37. Una “Venere” ritrovata di Palma il Giovane, in «Arte Veneta», XLI, 1987, pp. 139–141
38. Variazioni sul tema della Susanna, in Toeput a Treviso. Ludovico Pozzoserrato, Lodewijk Toeput, pittore neerlandese nella civiltà veneta del tardo Cinquecento. Atti del seminario (Treviso, 6–7 novembre 1987), a cura di S. Mason Rinaldi, D. Luciani, Asolo 1988, pp. 89–95
39. Hora di nuovo vedesi... Immagini della devozione eucaristica a Venezia alla fine del Cinquecento, in Venezia e la Roma dei Papi, Milano 1988, pp. 171–196
40. La sancta città e i suoi testimoni oculari (recensione), in «Arte Veneta», XLII, 1988, pp. 180–182
41. La pittura a Venezia nel secondo Cinquecento, in La pittura in Italia. Il Cinquecento, a cura di G. Briganti, Milano 1988, pp. 171–196
42. Per la chiesa veneziana delle Cappuccine a San Girolamo, in «Arte/Documento», 3, 1989, pp. 170–173
43. Palma il Giovane 1548–1628. Disegni e dipinti, catalogo della mostra (Venezia, Museo Correr, 20 gennaio – 29 aprile 1990), Milano 1990, pp. 1–241
44. Il discepolo Vittore a Giovanni Bellini: La sacra conversazione di Zero, in La sacra conversazione di Vittore Belliniano. Il restauro, Zero Branco 1990, pp. 31–75
45. Un percorso nella religiosità veneziana del Cinquecento attraverso le immagini eucaristiche, in La Chiesa di Venezia tra riforma protestante e riforma cattolica. Atti del convegno (Venezia, 26–28 ottobre 1988), a cura di G. Gullino, Venezia 1990, pp. 183–194
46. Pinacoteca di Brera. Scuola veneta, Milano 1990, schede nn. 50–52 e 97–109, pp. 101–109 e 182–196
47. Da Bellini a Tintoretto. Dipinti dei Musei Civici di Padova dalla metà del Quattrocento ai primi del Seicento, catalogo della mostra (Padova, Musei Civici, 19 maggio 1991 – 17 maggio 1992), a cura di A. Ballarin, Roma 1991, schede nn.155, 156, 164–174, 179, 304–307, 311, 350
48. La ritrattistica di Paolo Pino e una divagazione: «contemplando li fragmenti antichi», in Paolo Pino teorico d’arte e artista, a cura di A. Mazza, Soprintendenza per i Beni storici e artistici del Veneto, Scorzè 1992, pp. 79–90
49. Una coppia di amanti tra mito e allegoria. Addenda a Palma il Giovane, in «Prijateljev Zbornik II (“Prilozi Povijesti Umjetnosti u Dalmaciji”)», 33, 1992, pp. 209–216
50. Jacopo Palma il Giovane, Sibilla Eritrea e Sibilla Cumana, in La Pinacoteca del Lloyd Adriatico, Trieste 1993, pp. 28–29
51. La sezione Veneto, in Il disegno. Le collezioni pubbliche italiane, a cura di A. Petrioli Tofani, S. Prosperi Valenti Rodinò, G. C. Sciolla, Torino 1993, pp. 143–151
52. La pittura veneziana del Rinascimento: 1475–1500, in Storia di Venezia. Temi. L’arte, a cura di R. Pallucchini, vol. I, Roma 1994, pp. 485–544
53. La pittura del Seicento a Venezia, in Antonio Carneo nella pittura veneziana del Seicento, catalogo della mostra (Portogruaro, Palazzo Vescovile, 6 maggio – 6 agosto 1995), a cura di C. Furlan, Milano 1995, pp. 13–30
54. Pitture marmoree della maniera moderna in San Marco, in «Arte Veneta», 48, 1995, pp. 26–41
55. Intorno al soffitto di San Paternian: gli artisti di Vettor Pisani, in Jacopo Tintoretto nel quarto centenario della morte. Atti del convegno internazionale di studi (Venezia, 24–26 novembre 1994), a cura di L. Puppi, P. Rossi, Padova 1996, pp. 71–75
56. Questioni di buon vicinato: Ca’ da Lezze e la Scuola Grande della Misericordia, in «Arte Veneta», 49, 1996, pp.76–86
57. Domenico Tintoretto, Palma il Giovane e Sante Peranda per il Ducato Estense, in La pittura veneta negli stati estensi, a cura di J. Bentini, S. Marinelli, A. Mazza, Modena 1996, pp. 136–161
58. Venezia da stato a mito, catalogo della mostra (Venezia, Fondazione Cini, 30 agosto – 30 novembre 1997), a cura di A. Bettagno, Venezia 1997, schede nn. 34 e 35, pp. 352–355
59. Mosaici della gentil maniera: il caso di Giovanni Demio, in Storia dell’arte marciana: i mosaici. Atti del convegno internazionale di studi (Venezia, 11–14 ottobre 1994), a cura di R. Polacco, Venezia 1997, pp. 256–266
60. La pittura veneziana della fine del 500 e del 600, in Arte di Venezia, a cura di G. Romanelli, Udine 1997, pp. 524–575
61. Scienza e miracoli nella pittura veneta del Seicento, in Scienza e miracoli nell’arte del ’600. Alle origini della medicina moderna, catalogo della mostra (Roma, Palazzo di Venezia, 30 marzo – 30 giugno 1998), a cura di S. Rossi, Milano 1998, pp. 124–133
62. Sovrane Passioni. Le raccolte d’arte della Ducale Galleria Estense, catalogo della mostra (Modena, Galleria Estense, 3 ottobre – 13 dicembre 1998), a cura di J. Bentini, Milano 1998, schede nn. 3, 29, 67, 68, 99, 100, 101, 102, 103, 104–117, 118, 119, pp. 150–151, 200–201, 254–257, 322–339, 342–343
63. Presentazione di L. Finocchi Ghersi, Alessandro Vittoria, Udine 1998, pp. 7–9
64. Presentazione e curatela di R. Callegari, Scritti sull’arte padovana del Rinascimento, Udine 1998
65. Sub Matris tutela. La pala di Paolo Veronese per la Scuola Grande della Misericordia, in Per Luigi Grassi. Disegno e disegni, a cura di A. Forlani Tempesti, S. Prosperi Valenti Rodinò, Rimini 1998, pp. 148–155
66. Meraviglie di Roma e contingenze veneto-bresciane di primo Seicento, in Gedenkschrift für Richard Harprath, a cura di W. Liebenwein, A. Tempestini, München–Berlin 1998, pp. 271–276
67. Un modello vecchio di carton per le scale, si disse fatto dal Sansovino, in «Arte Veneta», 53, 1998, pp. 165–168
68. Franck (Francken), Pauwels (Paolo Fiammingo), in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 50, Roma 1998, pp. 171–172
69. Animali, masserizie e paesi: minor pictura a Venezia nel tardo Cinquecento, in Il Rinascimento a Venezia e la pittura del Nord ai tempi di Bellini, Dürer, Tiziano, catalogo della mostra (Venezia, Palazzo Grassi, 5 settembre 1999  – 9 gennaio 2000), a cura di B. Aikema, B. L. Brown, Milano 1999, pp. 560–613
70. La decorazione pittorica e scultorea della Scuola Grande della Misericordia, in La Scuola Grande della Misericordia. Storia e progetti, a cura di G. Fabbri Milano 1999, pp. 71–95
71. Per la grafica dei Maganza, I, in «Arte/Documento» (Omaggio all’arte veneta in ricordo di Rodolfo Pallucchini), 13, 1999, pp. 210–215
72. Frammenti celesti. Sculture del Quattro e Cinquecento dalle chiese veneziane, in Tesori della Fede. Oreficeria e Scultura e dalle chiese veneziane, catalogo della mostra (Venezia, Chiesa di San Barnaba, 11 marzo – 30 luglio 2000), a cura di S. Mason, R. Polacco, Venezia 2000, pp. 29–35
73. Presentazione di Linda Borean, La quadreria di Agostino e Giovan Donato Correggio nel collezionismo veneziano del Seicento, Udine 2000
74. Carpaccio: i cicli narrativi, Milano 2000 (ed. inglese: Carpaccio. The Major Pictorial Cycles, translated by A. Ellis, Milan 2000; ed. francese: Carpaccio. Le grands cycles picturaux, traduit par B. Arnal, Milan 2000)
75. Testimonianze della fede nella pittura veneziana del Cinquecento, in Da Pordenone a Palma il Giovane. Devozione e pietà nel disegno veneziano del Cinquecento, catalogo della mostra (Pordenone, chiesa di San Francesco, 14 ottobre – 10 dicembre 2000), a cura di C. Furlan, Milano 2000, saggio e schede, pp. 41–52, 160–163, 178–191
76. Il patriarca Francesco Vendramin committente e collezionista d’arte, in L’arte nella storia. Contributi di critica e di storia dell’arte per Gianni Carlo Sciolla, a cura di V. Terraroli, F. Varallo, L. De Fanti, Milano 2000, pp. 243–257
77. Rodolfo Pallucchini e la pittura veneziana fra le due pesti, in Una vita per l’arte veneta. Atti della giornata di studio in onore e ricordo di Rodolfo Pallucchini, (Arte/Documento, Quaderni, 8), a cura di G. M. Pilo, Monfalcone/Gorizia 2001, pp. 66–75
78. Un nuovo dipinto musicale di Palma il Giovane, in Per l’arte. Da Venezia all’Europa. Studi in onore di Giuseppe Maria Pilo, a cura di M. Piantoni, L. De Rossi, vol. I, Monfalcone 2001, pp. 255–258
79. Palma il Giovane: San Paolo e sant’Antonio abate eremiti, in Tesori della Croazia, catalogo della mostra (Venezia, chiesa di San Barnaba, 9 giugno – 4 novembre 2001), a cura di J. Belamaric, Venezia 2001, pp. 110–112
80. L’immaginario della morte e della peste, in La pittura nel Veneto. Il Seicento, vol. II, a cura di M. Lucco, Milano 2001, pp. 523–542
81. Per il collezionismo a Venezia nel Seicento: conservatorismo nostalgico e aperture al contemporaneo, in Geografia del collezionismo, Italia e Francia tra il XVI e il XVIII secolo. Atti delle giornate di studio dedicate a Giuliano Briganti (Roma, 19–21 settembre 1996), a cura di O. Bonfait, M. Hochmann, L. Spezzaferro, B. Toscano, Roma 2001, pp. 225–237
82. Sammeltätigkeit im 16. und 17. Jahrhundert: Vom Antikenkabinett zur Galerie, in Venezia. Kunst aus venezianischen Palästen, catalogo della mostra (Bonn, Kunst- und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland, 27 settembre 2002 – 12 gennaio 2003), a cura di G. Romanelli, G. Macchi, L. Altringer, Ostfildern–Ruit 2002, pp. 182–189
83. Cristoforo Orsetti e i suoi quadri di perfetta mano, in Figure di collezionisti a Venezia tra Cinque e Seicento, a cura di L. Borean, S. Mason, Udine 2002, pp. 135–147
84. Martirio e ultima comunione di santa Lucia: fortuna di un tema, in De Lapidibus sententiae. Scritti di storia dell’arte per Giovanni Lorenzoni, a cura di T. Franco, G. Valenzano, Padova 2003, pp. 237–243
85. Di mano di questo maestro pochissime sono le cose che si vedono: Giorgione nel collezionismo veneziano, in Giorgione – “Le maraviglie dell’arte”, catalogo della mostra (Venezia, Gallerie dell’Accademia, 1 novembre 2003 – 22 febbraio 2004), a cura di G. Nepi Scirè, S. Rossi, Venezia 2003, pp. 64–71
86. Come e perché la Serenissima non ha conosciuto la grande arte di Caravaggio, in VeneziAltrove, 2003, pp. 141–155
87. Un ciclo inedito con storie di Mosè di Palma il Giovane e il suo possibile committente, in Venezia, le Marche e la civiltà adriatica. Per festeggiare i 90 anni di Pietro Zampetti, a cura di I. Chiappino di Sorio, L. De Rossi, in «Arte/Documento», 17–18–19, 2003, pp. 346–349
88. Doni dal cielo e timori dalla terra. Mito e realtà della Serenissima narrati per immagini, in Rotte mediterranee e baluardi di sanità. Venezia e i lazzaretti mediterranei, a cura di N.-E. Vanzan Marchini, Milano 2004, pp. 83–93
89. Le Sibille di casa Querini, in Dei ed eroi del barocco veneziano. Dal Padovanino a Luca Giordano e Sebastiano Ricci, catalogo della mostra (Catania, Museo Civico Castello Ursino, 3 aprile – 6 giugno 2004), a cura di G. Busetto, Catania 2004, pp. 156–159
90. Estimatori del Prete genovese: spunti d’indagine tra committenza e collezionismo nella Venezia barocca, in Per la Storia dell’arte in Italia e in Europa. Studi in onore di Luisa Mortari. Atti del convegno internazionale (Bari 18–20 settembre 2003), a cura di M. Pasculli Ferrara, Roma 2004, pp. 148–159
91. Man findet von diesem Meister ja nur wenige Dinge. Giorgione und der venezianische Sammlerkreis, in Giorgione. Mythos und Enigma, catalogo della mostra (Vienna, Kunsthistorisches Museum, 23 marzo – 11 luglio 2004), a cura di S. Ferino-Pagden, G. Nepi Scirè, Milano 2004, pp. 32–39 (ed. inglese: ‘By the true hand of this master very few things are seen. Giorgione in Venetian Collections’, in Giorgione. Myth und Enigma, a cura di S. Ferino Pagden, G. Nepi Scirè, Milano 2004, pp. 32–39)
92. Carpaccio e l’oriente: il ciclo di San Giorgio degli Schiavoni, in Carpaccio pittore di storie, catalogo della mostra (Venezia, Gallerie dell’Accademia, 27 novembre 2004 – 13 marzo 2005), a cura di G. Nepi Scirè, Venezia 2004, pp. 73–77
93. Ciel des dieux et amours terrestres. Véronèse et la peinture mythologique, in Véronèse profane, catalogo della mostra (Paris, Musèe du Luxembourg, 22 settembre 2004 – 30 gennaio 2005), a cura di P. Nitti, F. Pedrocco, G. Romanelli, C. Strinati, Milano 2004, pp. 23–30 (ed. inglese: Heavenly Vaults of the Gods and Human Loves. Paolo Veronese and Mythological Painting, in Veronese. Gods, Heroes and Allegories, catalogo della mostra, a cura di P. Nitti, F. Pedrocco, G. Romanelli, C. Strinati, Milano 2004, pp. 23–30)
94. Dipinti intorno a Lepanto, in Meditando sull’evento di Lepanto. Odierne interpretazioni e memorie. Atti del convegno (Venezia, Sovrano militare ordine di Malta, 8 novembre 2002), a cura di M. Sbalchiero, Venezia 2004, pp. 93–101
95. Ai confini dell’impero: dipinti veneziani d’oltresponda, in Histria. Opere d’arte restaurate: da Paolo Veneziano a Tiepolo, catalogo della mostra (Trieste, Civico Museo Revoltella, 23 giugno 2005 – 6 gennaio 2006), a cura di F. Castellani, P. Casadio, G. Algeri, Milano 2005, pp. 47–54
96. Cieli degli dei e amori umani. Paolo Veronese e la pittura mitologica, in Veronese. Miti, ritratti, allegorie, catalogo della mostra (Venezia, Museo Correr, 13 febbraio – 29 maggio 2005), a cura di G. Romanelli, C. Strinati, Milano 2005, pp. 23–30
97. Pittore veneto (inizi del secolo XVII). Costruzione di una città, in I disegni del Professore. La raccolta Giuseppe Fiocco della Fondazione Giorgio Cini, catalogo della mostra (Padova, Musei Civici degli Eremitani, 8 maggio – 24 luglio 2005), a cura di G. Pavanello, Venezia 2005, pp. 33–34
98. Jacopo Negretti, detto Palma il Giovane, San Giovanni Evangelista e la visione dei quattro cavalieri dell’Apocalisse, in Disegno, giudizio e bella maniera. Studi sul disegno italiano in onore di Catherine Monbeig Goguel, a cura di P. Costamagna, F. Härb, S. Prosperi Valenti Rodinò, Milano 2005, p. 126
99. W. R. Rearick (Carlisle, Pennsylvania, 1930 – Venice, 2004), in «The Burlington Magazine», CXLVII, 2005, 1223, p. 117
100. Per il collezionismo di disegni a Venezia: il libretto Foscarini nell’Ashmolean Museum di Oxford, in Gli affanni del collezionista. Studi di storia dell’arte in memoria di Feliciano Benvenuti, a cura di C. Callegari, Padova 2005, pp. 157–165
101. Tiziano nelle collezioni scozzesi: note in margine alla mostra di Edimburgo, in «Studi tizianeschi», III, 2005, pp. 84–88
102. Ricordo di W. R. Rearick (con B. Aikema), in «Studi tizianeschi», III, 2005, pp. 11–12
103. Le Paradis de Palma le Jeune: la fortune d’un exclu, in Le Paradis de Tintoret. Un concours pour le palais des Doges, catalogo della mostra (Parigi, Musée du Louvre, 9 febbraio – 8 maggio 2006; Madrid, Museo Thyssen Bornemisza, 6 giugno – 27 agosto 2006;Venezia, Palazzo Ducale, 8 settembre – 30 novembre 2006), a cura di J. Habert, Paris 2006, pp. 74–87
104. La devozione di Venezia al suo San «Pantalon» attraverso le immagini figurative, in Pantaleone da Nicomedia santo taumaturgo tra Oriente e Occidente. Atti del convegno (Ravello, 24–26 luglio 2004), a cura di C. Caserta, M. Talalay, Napoli 2006, pp. 171–192
105. Splendeur de Venise, 1500–1600. Peintures et dessins des collections publiques françaises, catalogo della mostra (Bordeaux, Musée des Beaux-Arts, 14 dicembre 2005 – 19 marzo 2006; Caen, Musée des Beaux-Arts, 1 aprile – 3 luglio 2006), a cura di O. Le Bihan, P. Ramade (recensione), in «Bulletin de l’association des historiens de l’Art italien», 12, 2007, pp. 133–136
106. Da una costola di Palma il Giovane: il disegnatore misterioso, in «Artibus et Historiae», 55, 2007, pp. 115–129
107. In ricordo del padre e in gloria di santa Cecilia. Due nuovi studi di Palma il Giovane, in Il cielo, o qualcosa di più. Scritti per Adriano Mariuz, a cura di E. Saccomani, Cittadella 2007, pp. 122–127
108. Dallo studiolo al camaron dei quadri. Un itinerario per dipinti, disegni, stampe e qualche curiosità nelle collezioni della Venezia barocca, in Il collezionismo d’arte a Venezia. Il Seicento, a cura di L. Borean, S. Mason, Venezia 2007, pp. 3–41
109. Artisti collezionisti di disegni a Venezia tra Cinquecento e Settecento. Ipotesi di lavoro, in L’artiste collectionneur de dessin. II. De Giorgio Vasari à aujourd’hui, a cura di C. Monbeig Goguel, Paris 2007, pp. 57–69
110. Ritratti, perizie, acquisti e vendite: l’artista nel collezionismo e nel mercato del Cinquecento, in Il collezionismo d’arte a Venezia. Dalle origini al Cinquecento, a cura di M. Hochmann, R. Lauber, S. Mason, Venezia 2008, pp. 107–119
111. Carlo Helman (o Elman), in Il collezionismo d’arte a Venezia. Dalle origini al Cinquecento, a cura di M. Hochmann, R. Lauber, S. Mason, Venezia 2008, pp. 286–288
112. À l’enseigne du calice et de la lune: les Bontempelli, marchands, commanditaires et collectionneurs, in «Revue de l’art», 160.2, 2008, pp. 35–44
113. Il disegno di Tintoretto e il colorito di Tiziano: l’eredità di Palma il Giovane, in Una riforma della pittura bresciana del Seicento: Palma il Giovane. La decorazione del coro nel Duomo di Salò, a cura di M. Riccioni, Roccafranca 2008, pp. 16–22
114. Domenico Tintoretto e l’eredità della bottega, in Jacopo Tintoretto. Actas del Congreso internacional Jacopo Tintoretto (Madrid, Museo del Prado, 26–27 febbraio 2007), a cura di M. Falomir, Madrid 2009, pp. 84–90
115. L’inventario di Gerolamo Bassano e l’eredità della bottega, Bassano 2009 (numero speciale del notiziario dell’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa)
116. Il caso Mocenigo di San Samuele, in Il collezionismo d’arte a Venezia. Il Settecento, a cura di L. Borean, S. Mason, Venezia 2009, pp. 172–191
117. Un Ritorno del figliol prodigo di Leandro Bassano, in «Kronos 13» (Scritti in onore di Francesco Abbate), 2009, vol. I, pp. 109–112
118. La cappella di San Saba a Sant’Antonin: committenza e devozione nella Venezia di fine Cinquecento, in Chiesa di Sant’Antonin. Storia e restauro, a cura di T. Favaro, Venezia 2010, pp. 135–151
119. La pittura napoletana nel collezionismo veneziano della prima metà del Seicento, in La fortuna del Barocco napoletano nel Veneto, catalogo della mostra (Salerno, Pinacoteca Provinciale, 23 dicembre 2010 – 30 gennaio 2011), a cura di M. A. Pavone, Foggia 2010, pp. 13–18
120. Intorno a Palma il Giovane: disegni e dipinti in raccolte francesi, in Venise & Paris, 1500 – 1700, la peinture vénitienne de la Renaissance et sa réception en France: actes des colloques (Bordeaux et Caen, 24 – 25 febbraio 2006, 6 maggio 2006), a cura di M. Hochmann, Genève 2011, pp. 83–100
121. Fortuna di Sebastiano Mazzoni (e altri fiorentini) a Venezia, in «Paragone/Arte», 63, 2012, 753 (= 3.Ser., 106), pp. 35–47
122. Jacopo Negretti called Palma Giovane, Saint John the Baptist, Kneeling, Raising his Baptismal Cup in the right Hand, in Capturing the Sublime. Italian Drawings of the Renaissance and Baroque, catalogo della mostra (Chicago, The Art Institute, 25 marzo – 8 luglio 2012), a cura di S. Folds McCullagh, New Haven and London 2012, p. 104
123. Le vanità di un cardinale: Alvise Pisani e il suo inventario (1570), in «Artibus et Historiae», 67, 2013, pp. 175–184
124. Di là dal fiume e tra gli alberi: il paesaggio del Rinascimento a Venezia. Nascita e fortuna di un genere artistico (XV–XVII secolo), a cura di L. De Fuccia e C. Brouard, (recensione), in «ArtItalies», 19, 2013, pp. 144–146
125. Images of Christ for Venetian Piety and Devotions in the Light of the Council of Trent, in New Perspectives on the Man of Sorrows, a cura di C. Puglisi, W. Barcham, Kalamazoo 2013, pp. 295–322
126. Negretti, Jacopo, detto Palma il Giovane, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 78, Roma 2013, pp. 98–105
127. Un caso veneziano: il museo Querini Stampalia, in Case museo, famiglie proprietarie e loro collezioni d’arte. Esperienze a confronto. Atti del convegno (Perugia, 18–19–20 aprile 2012), a cura di R. Ranieri, Bologna 2014, pp. 181–191
128. ‘Tableaux par Palma le jeune et d’autres artistes vénitiens dans les collections publiques françaises’, in «La Revue des Musées de France», 4, 2014, pp. 70–79
PIERRE ROSENBERG - En l’honneur de Stefania Mason: les Palma le Jeune de Pierre Jean Mariette (pp. 19–29)

In Honour of Stefania Mason: Palma il Giovane and Pierre Jean Mariette

Stefania Mason has been internationally recognized as the most eminent authority on the art of Jacopo Palma il Giovane (1544–1628). Pierre Jean Mariette (1694–1774), one of the greatest art collectors of the eighteenth century, owned several drawings by Palma. This essay aims to identify Mariette’s sheets and verify whether the attributions of this great connoisseur can be sustained.

CATHERINE R. PUGLISI and WILLIAM L. BARCHAM - The Man of Sorrows and Royal Imaging: the Body Politic and Sovereign Authority in Mid-Fourteenth-Century Prague and Paris (pp. 31–59)

The Man of Sorrows and Royal Imaging: the Body Politic and Sovereign Authority in Mid-Fourteenth-Century Prague and Paris

In the fourteenth century, the salvific and Eucharistic meanings of the Man of Sorrows accrued a political dimension that harnessed the figure’s potency for the state. Two of the most powerful rulers of the third quarter of the century used the humble and abased figure of Christ in their sacred art to legitimize and sanctify their sovereignty, shaping their own public images as terrestrial representatives of Christ’s heavenly reign. Examined here are relevant works of art commissioned by Charles IV, King of Bohemia and Holy Roman Emperor, and his court, and the Livre de sacre of Charles V Valois of France. That the two Charleses, uncle and nephew, collected holy relics to express both deep piety and their royal prerogatives, and together exchanged confidences in three personal meetings point to the likelihood that their trusting relationship established a new connotation for the Man of Sorrows which marked royal authority.

LINDA BOREAN - The Artist and His Double. Portraits of Artists in Seventeenth-Century Venice (pp. 61–82)

The Artist and His Double. Portraits of Artists in Seventeenth-Century Venice

Painting in seventeenth-century Venice is little studied in comparison to that of the previous and subsequent centuries, but it has nonetheless attracted scholarly attention since Rodolfo Pallucchini’s 1981 survey: a number of recent monographs and catalogues raisonnés permit us now to conduct a re-examination of the art of the period, especially of portraiture in terms of its social, cultural and artistic issues. In studying this material, we must take into account factors like the increasing cult of personality and the establishment of portraiture as a ‘genre’ practised by artists specializing in the field. This essay focuses on artists’ portraits by others and on their self-portraits – and deals mainly with painters: these images affect and concern both the posthumous memory of the sitter and his social and professional status.
The history of Venetian seventeenth-century painting is influenced by the legacy of the golden age of Venetian art in terms of style and composition; the powerful legacy of Titian (d. 1576), Veronese (d. 1588) and Tintoretto (d. 1594) exerted an overwhelming artistic influence on the new generation of artists and their desire for novelty, which was nurtured by increasing artistic exchanges. In fact, after the ongoing dissolution of the ateliers of Titian, Veronese and Tintoretto, Venetian art boasted a wide range of local and foreign painters, whose aim was to succeed on the art market.
The corpus of portraits of artists active in Venice in the period in question spans the entire century. These images – ranging from the portraits of artists with minimal allusion to their profession and to representations of artists at work – allow us to analyse the different stages of change and the extent to which they represent the artists as human beings reflecting their awareness of rank and social position. In this regard, it is vital to remember that Venice, unlike other cultural centres, did not witness the establishment of the Accademia delle Belle Arti until 1756, even if a rudimentary association – the Collegio dei Pittori – had been founded in 1682 in order to improve the professional status of painters and to promote painting as a ‘liberal art’.
BRUCE BOUCHER - ‘La scoltura è […] senza comparatione’: Tullio Lombardo and the Narrative Relief (pp. 83–98)

‘La scoltura è […] senza comparatione’: Tullio Lombardo and the Narrative Relief

Tullio Lombardo’s approach to narrative relief sculpture was grounded in the debate over the paragone or relative merits of painting versus sculpture, but it was also informed by the example of two earlier masters, with whose work he was well acquainted: Donatello and Andrea Mantegna. In particular, Tullio drew upon elements from both these masters in the design of the Chapel of the Arca del Santo in the basilica of St Anthony in Padua, a project that he began with his brother Antonio in 1500. Tullio’s basic concept of fusing relief sculpture with an architectural perspective stems from Donatello’s bronze reliefs for the high altar of the Santo, and the earlier sculptor remained an important interlocutor for Tullio across his engagement with the relief cycle for the chapel, an engagement only terminated with his death in 1532. The debt to Mantegna is more general, in part because Mantegna’s approach to painting was profoundly influenced by Donatello; yet there were two areas of Mantegna’s oeuvre that served as a crucial example for Tullio and his brother during the 1490s: the canvases of Caesar’s Triumphs and the small-scale paintings in grisaille. These works embodied an ideal of rilievo, which Alberti had described as the goal of painting and sculpture. They demonstrated knowledge of the classical world virtually unrivalled at that time, as well as furnishing a new morphology of figural types saturated in the antique. That the Lombardo brothers were aware of Mantegna’s work is confirmed by a comparison of Mantegna’s drawing after the Calumny of Apelles in the British Museum with a drawing attributed to Antonio Lombardo in the Metropolitan Museum of Art. A comparison of the two drawings shows that the Lombardo brothers were familiar with Mantegna’s graphic style and sculptural approach to narratives. In short, Mantegna’s paintings furnished a model for creating figural types and narratives all’antica, without which the sculpture of the Lombardo brothers and their followers would not have developed as it did.

ELISABETTA FRANCESCUTTI - On Donatello as a Wood Sculptor in Padua and His Influence (pp. 99–122)

On Donatello as a Wood Sculptor in Padua and His Influence

The wooden carved polychrome Crucifix from the Chiesa dei Servi in Padua, attributed to Donatello, has undergone restoration financed by the Italian Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. As soon as the restoration works are completed, this piece of an excellent artistic quality will be returned to the church community and to the scholars, in a form it has never been seen before.

After a miraculous bleeding of Christ in 1512, this work of art was considered a thaumaturgic relic and was located in the chapel in cornu Evangelii, built at the expense of Bartolomeo Campolongo. It had remained there until it was taken to the restoration laboratory, where a coat of paint imitating bronze – that had covered the sculpture until 2012 – was removed.

This short essay illustrates the most important features of the Crucifix, advances a hypothesis on the date when the bronze coat of paint was introduced and analyzes some practices connected to this object of worship, venerated until the mid-twentieth century: it was preserved in an altar protected by glass and hidden from sight by a curtain.

The study also investigates the problem of how Donatello’s innovative artistic language was received by other contemporary sculptors in Padua, indicating the Crucifix in the Chiesa dei Servi as a model for other surviving examples, in the churches of Santa Croce and Santa Sofia in Padua.
LAURA DE FUCCIA - Paolo Veronese: Master of Elegance at the French Court in the Seventeenth Century (pp. 123–139)

Paolo Veronese: Master of Elegance at the French Court in the Seventeenth Century

This paper explores some aspects of the fortune of Paolo Veronese in seventeenth-century France. Although his name is often associated with his skills in large-scale compositions and decoration, with such emblematic paintings as the Feast in the House of Simon the Pharisee – gift of the Serenissima to the King of France in 1664 – it appears that Paolo was probably even more appreciated for his elegant and sophisticated representations of female figures. This particular aspect of the critical fortune of Paolo Veronese has been assessed through a broad range of art treatises and paintings in French collections, revealing how these female figures were perceived and admired for their grace, elegance and their representation in harmonious colours.

CATERINA FURLAN - Observations on the Decoration of the Oratorio della Purità in Udine (pp. 141–156)

Observations on the Decoration of the Oratorio della Purità in Udine

It is well known that the Oratory of the Purità in Udine was built following the wishes of Patriarch Daniele Dolfin in order to replace a secular theatre standing on the spot; the new building was inaugurated on 28 June 1760. The story of its decoration, which involved Giambattista and Domenico Tiepolo, has been fully studied but not so its iconographic programme attributable to Patriarch Dolfin himself. This essay investigates the contents and symbolism of the wall narratives in the Oratory which were determined by what may be construed as a series of diagonal intersections creating a star-like shape possibly alluding to the Virgin Mary.

MICHEL HOCHMANN - A Frieze by Palma il Giovane in Palazzo Grimani di San Luca (pp. 157–169)

A Frieze by Palma il Giovane in Palazzo Grimani di San Luca

After his father Hieronimo’s death in 1570, Marino Grimani, who was to become doge in April 1595, fell responsible for the completion of the magnificent family palace built on the Canale Grande after a project by Michele Sanmicheli. In 1578 Marino ordered a series of paintings by some of the major painters in Venice to adorn his apartment on the first floor of the palace. The payments for these works are still in the family archive, now preserved in the Archivio di Stato of Venice, and were published by this author some twenty years ago. Palma il Giovane figures among the artists involved, and this was his first documented commission, a frieze composed of family portraits and allegories in one of the principal rooms. New research has uncovered the major part of these portraits, which prove very useful in understanding the painter’s style in the first years of his career. They also bear witness to the political and cultural ambitions of the patron who ordered them.

ROSELLA LAUBER - «Gran forza et gran vivacità». Understanding Antonello da Messina in Venetian Collecting of the Renaissance through the Papers of Marcantonio Michiel (pp. 171–196)

«Gran forza et gran vivacità». Understanding Antonello da Messina in Venetian Collecting of the Renaissance through the Papers of Marcantonio Michiel

One of the earliest sources for Antonello da Messina’s paintings is the valuable manuscript written by Marcantonio Michiel and entitled Notizia d’opere di disegno (Venice, Biblioteca Nazionale Marciana). Beginning in 1521, Michiel took over twenty years to add to his opus magnum. The manuscript shows evidence of many layers and kinds of writing and employs different types of ink, indicating that the material was continually updated and amended. An examination of the document leads to new insights, especially concerning Michiel’s description of Antonello’s Saint Jerome in his study (London, The National Gallery) and two of the artist’s portraits dated 1475 once in the home of Antonio Pasqualini, a wealthy Venetian merchant.

Archival research together with an investigation of literary sources encourages new readings of Antonello’s paintings and their Venetian patrons and owners. Analyzing and comparing the cartellini and labels on these works calls for new interpretations. Such is the case for example of the Portrait of a Young Man (Berlin, Staatliche Museen) formerly in the Widmann and Vitturi collections in Venice whereby a new proposal can be suggested by identifying the source of the moralizing inscription at the bottom edge of the panel. New research also sanctions the correction and integration of previously known information on the basis of the valuable Manoscritti Francesconi.

This essay also discusses unpublished documents and analyzes letters and auction catalogues in order to enrich our understanding of Antonello’s critical fortunes in Venice over time. Among this material is a new transcription of the letter sent by Pietro Summonte to Michiel in 1524, inventories of Bartolomeo dalla Nave’s paintings, lists of works of art bought in Venice by John Strange, letters written by Alexander Hamilton, unpublished notes by Jacopo Morelli and, finally, wills and inventories of members of the Cornaro and Mocenigo families.
SERGIO MARINELLI - Claudio Ridolfi Between Jacopo Palma and Federico Barocci (pp. 197–209)

Claudio Ridolfi Between Jacopo Palma and Federico Barocci

Claudio Ridolfi as painter is particularly interesting for art historians because he trained in Paolo Veronese’s workshop in Venice, where he also later worked with Jacopo Palma, and subsequently in Urbino with Federico Barocci.
This essay re-attributes to Ridolfi several works formerly given to Veronese and Palma. Like Veronese, Ridolfi was the illegitimate son of an aristocrat, and he imitated the great Paolo not only in style, but also in the lavish character of his artistic representations, especially with regard to costume and textiles.
NICHOLAS PENNY - Composition, Gesture and Meaning in an Early Painting by Veronese (pp. 211–219)

Composition, Gesture and Meaning in an Early Painting by Veronese

Veronese’s very early canvas in the London National Gallery, now generally believed to represent the Conversion of Mary Magdalene, exhibits compositional devices and formal preferences favoured by the artist throughout his working life and several of these are analysed in the article. The prominent hand gestures are also typical of the artist; they relate closely to gestures in other early paintings and this leads to a discussion of the significance of repeated gestures and their meanings in different contexts. The article concludes with a reconsideration of its subject matter and a reconsideration of the case for the painting representing the healing of the woman ‘with an issue of blood’ who touched the hem of Christ’s garment.

PAOLA ROSSI - Four Early Drawings by Domenico Tintoretto (pp. 221–231)

Four Early Drawings by Domenico Tintoretto

This essay publishes four drawings as belonging to Domenico Tintoretto’s youthful period when, alternatively, he collaborated with his father or worked independently. The author substantiates assigning the first of the four sheets to Domenico (its current whereabouts unknown) as first advanced by Hans Tietze and Erika Tietze-Conrat who recognized its connection with Joachim Expelled from the Temple in San Trovaso. Similarly, the altarpiece of the Coronation of the Virgin in San Giorgio Maggiore is also entirely by Domenico, and a drawing in the Uffizi (Gabinetto dei disegni e stampe) can be associated with him. The third sheet (Besançon, Musée des Beaux-Arts) is Domenico’s study of a head dating to the 1590s and characterized by the intense facial expressivity typical of the artist. The last drawing (Rotterdam, Museum Boijmans-van Beuningen) once bore an attribution to Veronese, but it is here given to Domenico as a preparatory study for his portraits of seated women which were among his greatest successes of the 1590s. Domenico continued to produce such sheets for the rest of his career, but rarely were they as successful as this one.

CATHERINE WHISTLER - The Collector’s Eye: Viewing Veronese’s Chiaroscuro Drawings in Late Sixteenth-Century Venice (pp. 233–246)

The Collector’s Eye: Viewing Veronese’s Chiaroscuro Drawings in Late Sixteenth-Century Venice

Modern scholarship has assumed that Veronese’s own words and ideas are recorded in a series of inscriptions on the versos of some elaborate chiaroscuro drawings. These autonomous drawings include a group of religious allegories that were originally at least six in number, some of which were admired by Carlo Ridolfi when in the Muselli collection in Verona. Although Ridolfi apparently recorded the inscriptions on three of the Muselli drawings, there are significant differences between his account and the actual inscriptions. A number of secular allegories also bear inscriptions on the versos in the same handwriting. This article argues that these inscriptions were written by a patrician collector who may have been a patron of Veronese, and who assembled a book of drawings that would give delight to lovers of ‘virtù’. His free-flowing reflections recorded in the inscriptions were stimulated by close scrutiny of the drawings, but were based on his visual memory of these and other sources; they were not intended as accounts of the iconography of the drawings. His thoughtful comments reveal aspects such as his theological interests and his moral sense of the responsibilities of noblemen. Although the collector’s precise identity cannot presently be established, I suggest that his inscriptions provide insights into the conversations of virtuosi as they looked at drawings and other works of art in the intimate sociability of the Venetian studio or collection.